Possiedo Numenera da quando è uscito in italiano, acquistato a Lucca con tanto di autografo di Monte Cook. Il sistema Cypher mi è piaciuto da subito, per la sua semplicità e flessibilità, ma non sono mai riuscito a organizzare una campagna di Numenera con il mio gruppo di gioco abituale, perché c’era sempre qualcos’altro da fare. Inoltre devo ammettere che ero frenato dal fatto di conoscere i gusti dei miei giocatori, i quali sono a loro agio solo con il Fantasy “classico” e con l’horror. Numenera è un’ambientazione che ha un senso solo per chi ha un retroterra culturale ricco di opere al limite tra fantasy e fantascienza, o almeno opere ispirate al vecchio adagio secondo cui ogni tecnologia sufficientemente progredita è indistinguibile dalla magia. Le atmosfere sono modellate su libri come Cloud Atlas, nella parte in cui descrive la società di un futuro lontanissimo, oppure il capolavoro di Gene Wolfe, il ciclo di Urth del Nuovo Sole. Le influenze non si fermano qui, ma quelle citate rappresentano il minimo sindacale. Chiunque non abbia questo tipo di infarinatura trova difficoltà quasi insormontabili nel cogliere l’atmosfera che permea l’ambientazione. Per questi motivi ho sempre dubitato della mia capacità di convogliare questa atmosfera ai miei giocatori, che dal canto loro si sono sempre mostrati freddini sul versante fantascienza (anche quando si avvicina al fantasy).

Morale della favola: Numenera parcheggiato sine die.

Durante il lockdown ho tentato una sessione online, contando di poter compensare la carenza di un bagaglio visuale comune con illustrazioni mostrate a schermo ed effetti sonori. Avevo persino iniziato a ritrarre i personaggi. Ecco per esempio il PG di Mescal, un Tech itinerante, scassato e impolverato alla Mad Max, con tanto di braccio meccanico di bellezza.

La sessione è andata bene, ma l’avventura è stata lasciata a metà, non so se per i soliti problemi con il gioco online, per disinteresse dei giocatori o perché io avevo trovato comunque molto difficile trovare un terreno comune su cui lavorare per le descrizioni. Lo so, sono troppo esigente, ma quando ti abitui a un certo standard di gioco poi è difficile tornare indietro.

In occasione del mio “nuovo” interesse per i GDR in solitaria, ho deciso di fare una prova con Numenera. Gli unici due manuali che ho usato sono quello base di Numenera e il Mythic Game Master Emulator. Il risultato è stato un successo, ma con riserva.

Il sistema Cypher è molto snello e si basa sul d20. Le caratteristiche sono solo tre: … e c’è un interessante metodo per simulare le maggiori probabilità di riuscita che conferisce un impegno intenso in una determinata prova.

Si deve battere un numero che è il triplo della difficoltà della prova. Per esempio, se una prova ha difficoltà 3 è necessario ottenere 9 su 1d20 per riuscire. E’ possibile ridurre la difficoltà della prova tramite impegno, equipaggiamento o vantaggi particolari, fino al limite di azzerare completamente la difficoltà. Per il gioco in solitario ho scelto di determinare la difficoltà della prova sempre tramite un metodo casuale: lancio 2d4 e il risultato è la difficoltà della prova. Se ottengo 8, lancio un ulteriore d4, se ottengo 4 aggiungo 1 alla difficoltà della prova e lancio un altro d4, e così via. In questo modo la probabilità di ottenere valori alti è molto ridotta, ma non del tutto annullata, e normalmente si ottengono difficoltà gestibilissime dell’ordine dei 3-6 punti. Parte del divertimento consiste nell’improvvisare una giustificazione per i vari gradi di difficoltà. In questo mi sono fatto aiutare da Mythic, che con le sue tabelle ispira sempre qualcosa di originale.

Una volta determinato il modo di generare la difficoltà delle prove, il sistema Cypher funziona benissimo senza intoppi. L’integrazione con Mythic non è sempre perfetta, richiede un po’ di rodaggio. Questo perché Cypher System è talmente snello che si è tentati di risolvere tutto tramite le domande sì/no di Mythic invece di fare affidamento sulle capacità del personaggio. In un gioco fortemente orientato alle skill, come può essere Call of Cthulhu, il sistema avrebbe più spazio. Ciò non costituisce un problema, è solo un aspetto a cui bisogna abituarsi. Siccome gli antagonisti sono definiti da livelli esattamente come tutte le altre prove, è facile generare situazioni con antagonisti complessi in cui la parte numerica è ridotta a un solo valore, mentre tutto il resto è generato narrativamente (magari con l’ausilio delle solite tabelle Mythic). Alla fine mi sono ritrovato a improvvisare del tutto anche gli antagonisti generandoli al volo tramite le tabelle piuttosto che scartabellare nel bestiario di Numenera.

Numenera è un gioco la cui essenza è l’esplorazione, per cui funziona benissimo con il gioco solitario masterless, perché il mondo viene generato on the fly, dando un senso di scoperta e stupore anche per il giocatore solo. Non c’è limite alle stramberie che si possono inventare con le tabelle di Mythic in un posto come il Nono Mondo. Tanto per fare un esempio, mi sono trovato a investigare sulla scomparsa di un bambino, che aveva in qualche modo fatto amicizia con un osservatorio astronomico automatizzato gestito da un’intelligenza artificiale a cui era partita la brocca, che andava d’accordo solo con il piccolo perché era lei stessa “infantile”. Questa IA non ne voleva sapere di lasciare andare via il suo compagno di giochi. Cercando di “riparare” l’IA, il mio Tech ha fatto un casino, provocando inavvertitamente un bombardamento orbitale da un satellite militare inattivo da 3000 anni. Alcune migliaia di morti sulla coscienza. E va be’. Il bambino però sta bene e vi saluta tutti.

La mini campagna (quattro sessioni da un’ora circa ciascuna, praticamente l’equivalente di una serata con gli amici) mi ha dato soddisfazione. L’accoppiata Numenera-Mythic funziona bene, ma il mio approccio “hardcore” di non voler usare altri manuali, alla lunga, mi ha stancato. Creare tutto tramite Mythic è davvero estenuante. Dopo un po’ si sente l’esigenza di cose come un generatore di PNG, un generatore di nomi adatti all’ambientazione, e magari uno di quei generatori di insediamenti online, per non dover continuamente chiedere al sistema: c’è un negozio di X? C’è qualcuno che può riparare Y? La generazione di PNG tramite tabelle è divertente ma lenta, e richiede un certo sforzo creativo che non tutti sono disposti a sobbarcarsi.

Al di là di questo, l’esperimento può dirsi riuscito e consiglio Cypher System per il gioco in solitario, perché è molto semplice e offre ampia possibilità di personalizzazione. Inoltre nulla vieta di adattarlo ad altre ambientazioni. Una cosa che vedo benissimo è l’accoppiata Mythic + The Strange. Anche qui l’ambientazione può essere talmente bizzarra da favorire l’improvvisazione senza troppi problemi di potenziale incompatibilità tra i dettagli generati al volo e un’ipotetico “canone”.

Adesso mi butto su Ironsworn.

Keep gaming.

Un pensiero su “Solo GDR – Mythic + Numenera

  1. Effettivamente Mythic funziona, ma non da solo. Iron Sworn ritengo che a livello di regole sia un po’ troppo complesso per il gioco in solitario anche se sarebbe pensato anche per quello.

    Le tabelle degli oracoli di Iron Sworn sono molto utili a livello di ispirazione e attingo da esse a piene mani, ma preferisco la tabella del destino di Mythic e il suo sistema di generazione di eventi casuali rispetto alla soluzione sì /sì ma / no ma / no di Iron Sworn.

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