Accidenti, uno si prende quei dieci anni di tempo per decidersi a giocare a un gioco che lo intimidisce, e dopo la seconda sessione ZAC!: la pandemia riprende vigore. Tutti a casa a giocare in remoto, perché ormai che vuoi fare? Lasciare un’avventura a metà? E quindi ci si deve organizzare, ingegnare, adeguare.

Diciamolo subito: il gioco di ruolo in remoto non mi piace molto, ma non giocare è peggio, quindi è una scelta obbligata. Si tratta di fare di necessità virtù, cercando di minimizzare gli svantaggi e massimizzare i vantaggi. Quali sono gli svantaggi? L’elenco è molto soggettivo, per alcuni addirittura non ce ne sono, per altri il gioco di ruolo online è una sorta di snaturamento del concetto stesso di GDR. Io mi colloco da qualche parte nell’ampia zona grigia che divide questi estremi.

Cose che non mi piacciono

  1. dover combattere con la connessione e con il software di appoggio, che può essere skype o meet o zoom o discord o roll20 o uno dei diecimila che sono apparsi alla ribalta durante il primo lockdown. C’è sempre uno che ha il microfono che non funziona, c’è sempre quello con la connessione lenta, c’è sempre la disconnessione selvaggia dietro l’angolo. E allora diventiamo tutti tecnici dell’assistenza da remoto: “Prova a verificare la connessione” “Vai nelle impostazioni” “Dove le trovo?” “In alto a destra!” “Qui dice Preferenze” “No più in basso” “scheda personaggio” “No più in alto” e via sproloquiando per ore. Ho guadagnato una forma di rispetto tutta nuova per i call center di assistenza, quei poveracci ne devono vedere di tutti i colori.
  2. la difficoltà nell’interpretare gli umori del gruppo. C’è qualcosa nel trovarsi faccia a faccia intorno a un tavolo che surclassa l’interazione via internet. Ciò è particolarmente vero per il master, che ha il difficile compito di far fluire il gioco in maniera più disinvolta possibile. Le piccole sfumature nelle espressioni dei partecipanti vanno perse. L’intonazione con cui sono dette alcune cose vanno perse. Gli sguardi tra i giocatori vanno persi. Anche una cosa banale come un lag di pochi centesimi di secondo può far la differenza tra un serrato botta-e-risposta e un imbarazzante guazzabuglio in cui tre persone parlano in contemporanea, poi si fermano e cominciano il balletto “prima tu, no prima tu” che al confronto le tenere schermaglie tra adolescenti innamorati gli fanno un baffo. Va detto che alcuni programmi prevedono una funzione che consente ai giocatori e al master di creare canali di comunicazione preferenziali, ma non è la stessa cosa. Come master mi sono sempre ritenuto sensibile alle sottigliezze dell’interazione dal vivo, e spesso le ho sfruttate per cucire esperienze di gioco che i miei giocatori hanno apprezzato. Ma online mi crolla tutto come un castello di carte. E’ tutto più rigido, più ingessato, meno fluido. E’ impossibile uniformare il volume dell’audio dei partecipanti, per cui alcuni “gridano” e altri “sussurrano”. Le espressioni facciali di chi ha una buona camera sono chiare, gli altri sono macchie indistinte. Potrei continuare per ore, ma credo che il concetto sia chiaro.
  3. dover contenere il mio istrionismo. Questa è molto personale, ma entra nell’elenco perché mi condiziona molto. A me piace abbandonare ogni riserva, descrivere le scene modulando la voce, alcune volte usando onomatopee e imitando accenti e rumori improvvisi, gesticolare senza ritegno e imitare i png. Quando gioco a casa devo fare i conti con i limiti imposti dalla presenza di due bambini con il sonno leggero e l’addormentamento difficoltoso, nonché con i vicini, che non sono rompiballe, ma hanno anche loro il diritto di non sentire me che faccio la voce del ghoul a mezzanotte.

Cose che mi piacciono:

Noi usiamo Roll20 e devo dire che è uno strumento davvero ottimo. A seconda dei giochi può essere più o meno utile, ma ha alcune caratteristiche che apprezzo molto.

  1. La videochat interna. Funziona bene ed è personalizzabile in molti modi. Le icone sono abbastanza grandi da dare l’illusione di un un gruppo di persone, ma non abbastanza da risultare ingombranti.
  2. Il tira dadi interno. Il funzionamento dipende molto dalla scheda del personaggio che si usa: alcune schede sono progettate molto bene e rendono il gioco molto spedito, perché calcolano tutto con la pressione di un pulsante. Nella chat appaiono i risultati ed è tutto. Dopo pochi minuti di adattamento è un’esperienza leggera e immersiva, molto di più che arrancare tra tiri multipli di dadi, che rotolano giù dal tavolo, finiscono nei sacchetti degli altri giocatori e fanno in generale molto disordine. In alternativa c’è un tira dadi che simula i dadi fisici, per chi vuole vedere rotolare qualcosa a tutti i costi.
  3. Gli effetti sonori e la musica di sottofondo. Personalizzabili, discreti o invadenti quando serve, gli effetti sonori sono stati proprio utili per cercare di compensare quel che si è perso a causa della mancanza delle persone dal vivo. Inoltre si possono inserire tutti gli effetti personali e gli accompagnamenti musicali che si vuole, la cui gestione è piuttosto semplice e che aggiungono davvero tanto alla sessione di gioco.

Ecco, per ora è tutto qui. Staremo a vedere come va avanti questa storia della pandemia, ma intanto giochiamo online. Facciamo buon viso a cattivo gioco e, come sempre:

keep gaming.

4 pensieri su “Call of Cthulhu e il gioco in remoto

  1. Ehilà Penny lieto di rileggerti, confermo tutto quello che hai detto sopra. Sto provando anch’io infatti la gestione di partite online tramite roll20, anche se per problemi tecnici usiamo un supporto di comunicazione aggiuntivo: meet o discord a seconda. Tutto quello che hai detto è sorvrapponibile alla mia esperienza, anche il fatto di avere una prole con difficoltà di prendere sono, il fatto di stare in un condominio, che inficia più sullo spazio disponibile che non sul fatto di fare casino coi vicini. Dal mio punto di vista le cose che ho sperimentato sono: come dici tu la difficltà di non essere attorno ad un tavolo e quindi di gestire il dialogo con gli altri giocatori ed il master, si finisce per parlarsi sopra con attimi imbarazzanti di silenzio assoluto dove ci si guarda sullo schermo cercando di capire chi deve/può parlare, in un webinar dove devi fare il tuo intervento, parli solo tu e gli altri ascoltano è più semplice dove devi avere interattività è un mezzo casino. C’è poi la questione tecnico logistica arrangiata artigianlmente: sono in un appartamento, gioco in col portatile ed il telefono in posizione ottimale per avere una buona ricezione della linea e nel contempo attaccarsi all’unica presa fruibile, con una multipla/ciabatta sovraccarica di cavi. Il computer con aperto Roll20, Whatsapp web (in caso cada la linea con discord meet), un foglio word per prendere appunti e magari condividerli con gli altri e anche il kindle lì pronto all’uso che non si sa mai e non è niente: ho visto le postazioni di altri giocatori con doppi schermi, roba che ci potresti pilotare una superstar destroyer!
    In questo ogni tanto si svanisce dalla chat perchè il gatto fa cadere qualcosa, il bimbo fa i capricci, la moglie si prende un bicchiere d’acqua e ti passa accanto distraendoti.
    Una cosa positiva invece è che a fine partita dopo essersi salutati si spegne tutto e si va a dormire senza il tragitto in macchina fino a casa, tutto tempo guadagnato.
    Tutto ciò però almeno mi aiuta a gestire la tecnologia nuova e magari a pandemia terminata sarò quasi in grado di gestire i programmi senza dovere rompere le scatole agli informatici del gruppo! ;D
    Le care buone vecchie partite attorno al tavolo mi mancheranno sempre!

    1. In effetti ci guadagno un’oretta di gioco, che di solito è impegnata per andare e per tornare. Oltretutto d’inverno è drammatico uscire da una casa calda dove si è giocato e sedersi sulla macchina che nel frattempo ha acquisito la temperatura ambiente (di solito -6 C).

      1. Aggiungo un particolare non da poco che prima ho dimenticato: giocando a distanza posso giocare con master / giocatori conosciuti in rete con cui prima non avrei mai potuto pensare di organizzare nulla, nel nostro ultimo gruppo siamo sparpagliati tra Lombardia, Piemonte e Veneto!

  2. Da quello che leggo, da quando giocavo su Skype con una lavagna online condivisa, non è cambiato molto in fatto di problemi di connettività quando si tenta di giocare online anche se gli strumenti si sono evoluti in parte.

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