johnbolton032In anacronistica controtendenza rispetto al mercato attuale, proprio come piace a me, a breve inizierò a masterizzare una campagna a Vampire: the Dark Ages. Per chi non lo sapesse, si tratta di una sotto-ambientazione del famoso gioco di ruolo di White Wolf, edita originariamente nel 1996, poi riedita nel 2002 per adattarla al “nuovo” regolamento.

Per chi voglia farsi una cultura ecco qui un linketto bell’e pronto:

https://it.wikipedia.org/wiki/Vampiri:_i_secoli_bui

Per chi non ha voglia, ecco la versione breve: Vampiri, nel Medioevo.

Vampiri.

Nel Medioevo.

Il mio sbavometro è improvvisamente andato a mille, senza una ragione precisa.  In fondo conoscevo l’ambientazione da anni, anche se solo solo per sentito dire, non l’ho mai giocata (per la verità non ho mai giocato Vampiri: la Masquerade, ma solo Vampiri: il Requiem). Mi è capitato sull’hard disk il manuale originale del 1996 (così, per caso…), e in un momento di sconforto l’ho letto con la dovuta attenzione. Dopo i primi due capitoli la mia reazione è stata:

austin

Avete presente quei momenti di chiarezza, quelle improvvise illuminazioni che ti fanno pensare “oddio ce l’avevo sotto al naso e non l’ho mai considerato, e invece che grandissima figata!” e ci vuoi subito fare sopra una sessione, ma che dico una sessione, una campagna, ma che dico una campagna una VITA INTERA? Che poi magari alla terza giocata mi sgonfio, ma adesso sono troppo su di giri, perché in pochi giorni ho avuto circa due dozzine di idee, una decina di PNG mi sono sfrecciati davanti in tutta la loro epic awesomeness, tre o quattro trame si stanno già intrecciando e ingarbugliando nella mia mente contorta… e poi vuoi mettere? i vecchi clan, i Bruja che sono guerrieri e sapienti, e non motociclisti messicani; gli Assamiti nel loro sinistro splendore; i Malkavian che sono visionari pazzi da legare e non sono ancora Malkovian senza neanche la “madness network”; i Cappadociani che sono… me.

Avendo studiato un po’ il vecchio sistema Vampiri quando mi occupavo di probabilità, non riesco ad accettare le strane regole sui botch e sugli “1” che sottraggono successi, per cui mi è venuta la balzana idea di usare il manuale così com’è per quanto riguarda le statistiche e le discipline, ma applicando il “nuovo” sistema Vampiri (8+ successo, fallimento critico solo se tiri un solo dado e fai 1) per quanto riguarda la risoluzione delle prove. Quindi rivolgo un duplice appello ai miei trentadue lettori:

a) Ai membri della Gilda Cacciatori Sedentari di Draghi: cerco giocatori motivati, in sintonia con l’ambientazione e desiderosi di esplorare questo vecchio gioco, o così com’è oppure con qualche house rule per correggere i difetti matematici del sistema. Massimo quattro giocatori, disposti a rinviare le sessioni quando il Narratore nerd, tisico e malaticcio non riesce a resistere a banali influenze di stagione (ovvero ogni volta che i suoi figli portano a casa un semplice raffreddorino).

b) A tutti gli altri. Qualcuno ha già giocato a V:DA? Se sì, quali sono le vostre impressioni? Avete consigli, avvertimenti, house rules che dovrei adottare? Il combattimento mi sembra un tantino macchinoso, qualcuno ha risolto la questione? La mia idea di applicare il nuovo regolamento alla vecchia ambientazione è proprio da buttare? Esistono moduli ufficiali degni di considerazione, anche solo per approfondire l’ambientazione? Ogni aiuto sarà molto apprezzato.

Keep gaming!

 

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22 pensieri su “L’angolo del vintage – Vampire Dark Ages

  1. Vecchio Mondo di Tenebra? Presente!
    Dark Age ha indubbiamente un fascino tutto suo che, come hai già detto, si riassume in Vampiri+Medioevo.
    Il combattimento macchinoso è un difetto enorme di tutto il vecchio mondo di tenebra, non è un caso se ad ogni cronaca a cui abbia mai partecipato si usassero house rules più o meno bilanciate (ma comunque più snelle della versione originale). Quella che ho usato più spesso prevedeva di non togliere successi con l’1 e in caso di un gran divario di statistiche tra attacco e difesa (il concetto di gran divario varia da narratore a narratore) evitare il lancio dei dadi. Ho visto anche applicate le nuove regole: funzionano.
    PS dov’è che giocate? che in caso mi unisco

  2. Salve 🙂
    Riguardo all’uso del sistema di Requiem con 8+, ti consiglierei di stare attento: se non ricordo male, in Requiem era più facile tirare su delle somme dadi robuste, rispetto al vecchio wod.
    Altro, così su due piedi… dovrei rileggere i manuali, son passati eoni dall’ultima vampirata vecchio stile 😛

    1. Più che altro l’eventuale equipaggiamento può aggiungere fino a cinque dadi alla riserva e questo rischia di sbilanciare un po’… d’altro canto una difficoltà di 8+ nel vecchio wod era considerata non proprio indifferente. Mi sa che fino a che non provo, non mi rendo conto.
      Posterò i risultati dell’esperimento, magari può servire a qualcun altro.

      1. Posso dire solo: buon esperimento e buon divertimento 😉 io attendo qui di saperne di più 🙂

        PS: mi pare che in Requiem, la spesa di Volontà regalasse tre dadi in più e non un successo automatico – e anche i successi automatici di Potenza nel vecchio Vampiri, potrebbero influire sul funzionamento del tuo frankentelling system…

    2. E’ vero, in Requiem un punto Volontà aggiunge dadi e non successi. Conto sul fatto che comunque Requiem è un sistema completo e coerente in sè, quindi applicando tutte le regole dovrei stare tranquillo. Sulle Discipline invece è un esperimento al buio.

      1. Ricordo che Requiem ha delle linee guida per creare nuove Discipline: si potrebbe usare anche per convertirle da old a Requiem, ma sarebbe una lunga faticata.
        Però potresti anche sfruttarle per definire delle linee guida generiche, per descrivere i quattro gradi di successo e fallimento, magari divisi per categorie (discipline fisiche, mentali, mistiche, rituali…) dipende da quanto ci vuoi mettere sopra le mani, sennò vi toccherà accordarvi descrivere i risultati un po’ a occhio…

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