Prosegue la serie dedicata ai mostri iconici di D&D, con un mostro che solleva problemi di interpretazione in virtù della sua smodata intelligenza. Questo articolo vuole essere un punto di contatto tra due serie distinte: “Mostri Iconici”, perché non c’è nulla di più D&Desco del Mind Flayer, e “Interpretare PNG intelligenti”.

Entrate a Nerdilandia e fate la conoscenza del perfido Mind Flayer.

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The_IllithiadIl Mind Flayer, come il Beholder, è un marchio di fabbrica del D&D, al punto che è sempre stato escluso dalle licenze “open”. Prende in prestito elementi visivi altamente evocativi: la testa a forma di calamaro con tanto di tentacoli violacei richiama l’iconografia lovecraftiana di Cthulhu (a sua volta ispirata al principio “everything is better with tentacles”). Il collegamento con Cthulhu non è solo estetico: il Mind Flayer viene descritto come anfibio, o comunque ibrido fortemente imparentato con l’acqua: i piccoli Mind Flayer crescono come girini nelle vasche comuni in cui risiedono le Uniche Menti. Il Solitario di Providence, che covava un orrore morboso per il mare e i suoi misteri, avrebbe approvato. Poi abbiamo: dieta a base di cervelli, colore malsano, ciclo vitale parassitario, capacità di controllare la mente, un’unica mente condivisa che coordina i singoli individui un po’ come in un alveare, comunicazione telepatica o tramite sibili, schiocchi e gorgoglii. Ce n’è abbastanza per popolare gli incubi di due vite. A questo si aggiunga un look vagamente fetish, atto a sottolinearne il distacco emotivo e la crudeltà, e il fatto che il covo dei Mind Flayer è sempre sottoterra, in bizzarre caverne ornate di grotteschi ghirigori e arte incomprensibile.

Interpretare il Mind Flayer

Interpretare un mostro come questo, caratterizzato dalla spiccata “alienità”, è una sfida. Il primo problema è costituito dall‘intelligenza del mind flayer. Come si interpreta una creatura con intelligenza così elevata? La risposta istintiva sarebbe “pianificando ogni cosa”, ma tutti noi Master sappiamo che la pianificazione, per quanto utile, ha dei limiti. C’è sempre qualcosa a cui non avevamo pensato, qualche soluzione che per un giocatore è ovvia e a noi non era neppure venuta in mente. Il rischio di essere colti in fallo è elevatissimo, per quanta pianificazione si voglia mettere in campo. Non bisogna però farsi spaventare, anche perché mi sono sempre domandato: ma saranno poi così intelligenti questi Mind Flayer? Proverò a spiegarmi prendendola alla lontana.

Come ho illustrato nei miei post precedenti dedicati all’interpretazione dei PNG intelligenti, l’Intelligenza nel D&D è una caratteristica che necessita di forte contestualizzazione, perché da sola dice pochino.

E’ così anche nella realtà. Le varie branche della psicologia hanno  individuato diverse forme di intelligenza: c’è la logica, l’intelligenza spaziale, l’intelligenza emotiva, l’intelligenza motoria, l’intelligenza sociale… di tutte queste forme di intelligenza, l’omonima Abilità di gioco rappresenta solo una piccola parte, quella dedicata al raziocinio più o meno “puro”. Potremmo paragonarla alla capacità di elaborazione dati, alla CPU di un computer. Tutte le altre forme di intelligenza prendono, nel gioco, strade diverse. Per esempio, è assai probabile che quando venga messa alla prova l’intelligenza sociale si esegua una prova di Carisma. Allo stesso modo, la capacità di mantenere una visione equilibrata della vita e del mondo a dispetto delle avversità dovrebbe a mio parere ricadere nel campo della Saggezza. Non a caso molte delle persone più felici che conosco sono poco “intelligenti” in senso stretto, mentre gli intelligentoni spesso sono tormentati e insoddisfatti. Non soltanto: è dimostrato da ricerche neurologiche che molta di quella che noi chiamiamo “razionalità” è in realtà emotività mascherata. Per esempio, la capacità di compiere scelte (una delle caratteristiche che ci distingue dai computer) è quasi interamente basata sull’emotività. Persone che hanno subito gravi danni neurologici nelle aree del cervello dedicate alla gestione dell’emotività presentano una sconcertante incapacità di prendere una qualsivoglia decisione, anche in questioni di importanza e complessità limitatissime. Mi ha molto colpito il caso, letto qualche anno fa, di un paziente che non provava più emozioni. Ebbene, costui non era più in grado di decidere neppure quale gusto di gelato volesse mangiare: poteva andare avanti per ore a soppesare in maniera razionalissima i pro e i contro di ciascun gusto, ma poiché non esiste una scelta “giusta”, un gusto di gelato superiore agli altri in modo assoluto e dimostrabile, egli non era in grado di decidere. Come si vede, la “capacità di calcolo” non serve a molto quando si tratta di compiere scelte. E la vita è fatta di scelte, compresa la vita degli antagonisti e dei supercattivi nei giochi di ruolo.

illithid_by_spidoodleOra, torniamo ai nostri mostri tentacolati. Ciascuno di loro ha intelligenza 24 o giù di lì. Che cosa se ne fa? Che tipo di intelligenza è? Dal punto di vista sociale, sappiamo che la società illithid è strutturata in maniera rigida. Non c’è grande competizione tra i singoli individui, perché la selezione viene compiuta dal Cervello Anziano sulla base di criteri genetici e attitudinali facilmente verificabili perché trasparenti a chiunque abbia accesso completo alla mente del singolo. Non c’è quindi un’intelligenza sociale complessa volta a prevalere sui membri dello stesso gruppo. Questa forma di competizione, assente nei mind flayer, è un motore straordinario di sviluppo di intelligenza nelle società dei mammiferi. Possiamo assumere che i Mind Flayer non abbiano un’intelligenza sociale molto sviluppata, perché non ne hanno bisogno.

L‘emotività lascia molto a desiderare anche perché non esiste la pulsione sessuale: gli Illithid sono asessuati. I Mind Flayer quindi non perdono tempo (e intelligenza) nelle seguenti attività: analisi del bacino dei potenziali partner, selezione dell’oggetto del desiderio, tecniche di seduzione e conquista del bersaglio emotivo e sessuale, gestione del rapporto, gestione della eventuale crisi del rapporto, gestione dell’emotività rivolta alla propria prole, protezione della propria prole, tentativo di migliorare la propria posizione sociale per garantire il successo del proprio corredo genetico nei confronti di quello altrui, gestione nel proprio aspetto fisico come ausilio alle suddette attività. Si potrebbe andare avanti per ore. In una società come quella illithid, l’emotività non deve essere considerata una capacità utile, anzi potrebbe essere vista come una debolezza legata all’individualismo delle altre razze “inferiori”.

La cosiddetta “sanità mentale” non dovrebbe rappresentare un problema per una razza che condivide i propri pensieri, sia “in orizzontale”, tra individui della stessa specie, sia “in verticale” tra individui e Cervello Anziano. In ogni caso la mente antica dovrebbe essere in grado di gestire con relativa facilità eventuali deviazioni dalla retta via, chiamiamoli “malfunzionamenti”, sia correggendo l’errore tramite la manipolazione diretta della mente del singolo, sia risolvendo il problema alla radice tramite soppressione fisica del ribelle. Il portato diretto della comunicazione telepatica costante è la coordinazione perfetta degli individui che rimangono sotto il controllo del Cervello Anziano. Un’importante conseguenza di questa situazione, a mio parere, è la pressoché totale mancanza di introspezione. Probabilmente in una società in cui si condividono molti dei propri pensieri esiste un’isola di pensieri “personali”, quelli che definiscono l’individuo come tale, ma proprio perché mantengono viva l’identità del singolo essi sono con tutta probabilità pensieri coscienti, accuratamente custoditi dal singolo, direi quasi “coltivati” come un orticello preziosissimo, non certo relegati nella sfera dell’inconscio. Inoltre, se togliamo la sfera sessuale, lo sviluppo dell’individuo come lo conosciamo noi, la possibilità che la maggior parte dei pensieri nocivi e autodistruttivi sia lasciata a sedimentare ai margini della coscienza, e viceversa aggiungiamo la condivisione dei pensieri più o meno superficiali, l’assenza di problemi di comunicazione e la grande capacità di elaborazione e interpretazione della realtà fornita dall’Intelligenza elevata, otteniamo l’assenza di inconscio e la conseguente mancanza di patologie legate alla sua esistenza.

ADORO questi bastardi tentacolati...

ADORO questi bastardi tentacolati…

Un’altra questione interessante è costituita dall’empatia. Noi sappiamo che a una grande intelligenza non necessariamente si accompagna la capacità di immedesimazione nelle altrui sofferenze. Spesso i più efferati serial killer sono persone estremamente intelligenti ma prive di qualsiasi partecipazione emotiva: fingono di provare emozioni, simulano cordialità, affabilità, comprensione, al solo fine di far abbassare le difese alle proprie vittime. Il Mind Flayer è così? Come si concilia la capacità di leggere i pensieri (e quindi anche le emozioni) con l’incapacità di immedesimarvisi? In realtà direi che questo problema non si pone: anche per i “normali” serial killer non esiste un vero problema di comunicazione delle emozioni: quando la vittima che stai seviziando ti prega in lacrime di lasciarla andare non puoi certo dire che non sei in grado di capire la sua sofferenza. Solo che non la provi. Il meccanismo di esclusione dell’empatia opera a livello molto più profondo, al livello senza dubbio emotivo. L’eccesso di analisi razionale tende a smorzare l’emotività, per cui si può affermare che l’intelligenza del Mind Flayer non costituisca un ostacolo alla sua crudeltà bensì ne sia il pilastro portante.

In conclusione, proviamo a trarre dalle considerazioni sopra esposte alcune linee guida per l’intepretazione dei Mind Flayer.

La caratteristica dei Mind Flayer non è la creatività. Per quella è necessaria una buona dose di emotività, che a loro difetta. Nel simulare i loro schemi, il Master dovrebbe creare piani complicati e stratificati, ma non originali. Il lampo di genio, l’intuizione brillante perché fuori dagli schemi non appartiene al mondo Illithid. Sono più simili ai computer che agli artisti: piani complessi, ben organizzati, scrupolosamente eseguiti con coordinazione perfetta e senza margine di errore. Cosa succede quando si aggiunge la variabile costituita dai PG (che di solito sono caotici, irrazionali, o semplicemente pazzi)? Il caos è nemico dei Mind Flayer: probabilmente lo odiano, perché in fondo non lo capiscono e lo temono. E proprio il caos è la chiave di volta per scardinare i loro schemi. Il Master non deve temere di giocare i mind flayer al di sotto delle loro possiblità se non riesce a star dietro alle sgangherate idee dei PG: anche i Mind Flayer farebbero la stessa fatica, perché la loro intelligenza non li aiuta in questo campo. I grandi scacchisti sanno che per battere i computer (ammesso che sia ancora possibile farlo) devono fare una mossa imprevista, apparentemente irrazionale. Il punto di forza dei mind flayer – la loro intelligenza – può diventare anche una debolezza. Ciascuno misura gli altri con il proprio metro: un essere intelligentissimo di sicuro appronta difese estremamente efficaci sia contro attacchi banali sia contro attacchi elaborati, ma avrà la tendenza a sopravvalutare l’avversario piuttosto che a sottovalutarlo. L’arroganza dei mind flayer non è un limite a questa debolezza: disprezzare l’avversario non significa sottovalutarne la pericolosità. Quindi le difese avranno la tendenza a diventare inutilmente complicate, bizantine, nell’ansia di coprire tutte le possibilità che la mente iperattiva dei mind flayer suggerisca loro. Si sa che un sistema è tanto più vulnerabile quanto più è complesso, quindi i personaggi hanno qualche possibilità di trovarsi di fronte a macchinazioni troppo complesse per funzionare in maniera efficiente, oppure possono riuscire a mettere in crisi piani elaborati quasi per caso o tramite l’uso del buon senso e della fortuna combinati.

Inoltre si deve tener conto che gran parte dell’intelligenza di queste creature, la loro “capacità di calcolo”, serve a gestire i loro enormi poteri telepatici. Si tratta di una sorta di metabolismo basale mentale, che non viene usato per gestire plot e macchinazioni. Questo non vuol dire che i Mind Flayer debbano essere giocati come i Nazisti dei film di guerra americani: ottuse caricature della teutonica disciplina, che non sono mai esistiti nè mai esisteranno al di fuori della rassicurante (e falsa) propaganda hollywoodiana. La verità è che i Nazisti hanno quasi vinto la guerra, e per batterli c’è voluto il resto del mondo (e qualche rotella fuori posto di troppo da parte dello zio Adolfo). Anche i Mind Flayer possono arrivare a dominare il loro mondo, se li si prende sottogamba.

Un buon sistema per dare loro spessore senza perdersi troppo nei dettagli è sottolineare la loro imperscrutabilità, la loro fredda indifferenza. In questo siamo agevolati dal fatto che non parlano e che non hanno reazioni fisiche degne di nota. I giocatori, davanti alla mancanza di informazioni, faranno quello che riescono a fare meglio, cioè inventare ogni genere di assurda giustificazione per spiegare ogni comportamento che non riescono a spiegarsi. Così facendo finiranno per creare il problema e fornire al tempo stesso la soluzione al Master che, sguardo di ghiaccio, accoglierà il tutto come se fosse stata una sua idea (io lo faccio da anni, funziona sempre, eh eh…).

Un altro elemento da non sottovalutare è la connessione mentale tra membri di uno stesso covo. Questo implica che affrontare uno di loro significa una immediata e contemporanea mobilitazione di tutto il covo. Basta già questo per renderli avversari pericolosissimi e per dare ai giocatori la sensazione che si tratti di esseri onniscienti e onnipotenti.

A ciò aggiungiamo l’uso abbondante di schiavi dominati mentalmente. Questo offre un ampio margine di manovra al Master in difficoltà. Se sei alle strette, getti addosso al gruppo alcuni schiavi umani privi di capacità decisionale: il gruppo li combatterà o meglio ancora si porrà il dilemma morale su come neutralizzare questi minions inconsapevoli e fondamentalmente innocenti. Questo ti darà un po’ di tempo per pensare alle strategie di emergenza che i mind flayer hanno sicuramente previsto ma tu no!

Spero di aver fornito spunti interessanti per arricchire le campagne incentrate su questi fantastici avversari. Condividete trucchi e osservazioni (magari completamente opposti a quelli che uso io!) commentando l’articolo.

Keep gaming.

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