I film sono fonte di ispirazione e divertimento, ma alcune volte sono origine anche di miti da sfatare duri a morire. Uno di questi è il mito del TCHINNGG. Nei film fantasy e nei film storici – senza alcuna eccezione – le armi estratte dal fodero fanno questo rumore:

Questo è il rumore di metallo che sfrega contro metallo. Fastidiosissimo, tra parentesi. Ebbene, cari amici vicini e lontani, come sicuramente avrete capito le spade estratte dal fodero non fanno questo rumore. Se possedete una replica di spada medievale o romana degna di questo nome potete fare la prova. I samurai là fuori possono provare a estrarre la loro katana (seee, come se non lo facessero quotidianamente da anni, NdR). Per fare la prova va bene anche un pezzo bizzarro come questo:

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tratto dalla mia (inesistente) collezione personale. Mi si dice che serva per tagliare la carne, ma ha un aspetto sinistro. In effetti, non è specificato quale carne debba tagliare. Può anche essere carne di cristiano. Brrr.

Il rumore di un’arma estratta dal fodero somiglia più a SSSTH che a TCHINNGG. Questo per la particolare conformazione del fodero, che a sua volta è dettata dalla sua funzione. Allora parliamo del fodero, così questo articolo non si riduce a un semplice rant. Come sempre vale l’avvertenza secondo cui non sono un oplologo, voglio solo condividere alcune mie “scoperte”, che per gli esperti veri sono segreti di Pulcinella. Se c’è qualcuno che se ne intende e vuole aggiungere o rettificare oppure ridicolizzarmi pubblicamente, faccia pure.

A noi! Il fodero di una spada serve a:

1. Trasportarla comodamente

2. Evitare di ferirsi mentre la si trasporta

3. Proteggerne la parte più importante e delicata, cioè la lama

Le prime due funzioni sono ovvie, mentre la terza un po’ meno. La spada è un’arma, la spada fa male, ma al tempo stesso la spada è delicata. La lama di una spada è come un meccanismo di precisione, va tenuta bene. Il filo è importantissimo ed è soggetto a usura, scalfittura, ruggine, incrostazioni, tutte cose che ne minano alle fondamenta l’efficacia. Quando la tua sopravvivenza dipende da quanto bene taglia la tua spada nel – magari – unico colpo che riesci ad assestare al nemico, è ovvio che farai di tutto pur di tenere il tuo “strumento del mestiere” in perfetto stato. Da qui l’esigenza di una protezione da agenti atmosferici, aria, umidità, urti accidentali. Il fodero nei secoli si è evoluto molto, includendo innumerevoli accorgimenti per migliorarne l’efficienza. Esaminiamo da vicino come è fatto.

Generalmente si tratta di una custodia che segue fedelmente le forme della lama da proteggere, in parte per questioni di economia, in parte perché non avrebbe senso lasciare spazi inutilizzati all’interno del fodero, dove si depositerebbero inevitabilmente umidità, sporcizia, sangue rappreso e chissà che altro. Il materiale varia a seconda dei luoghi e delle epoche: legno e cuoio sono le scelte più frequenti, in ogni caso è escluso il metallo, se non per fregi, anelli e particolari comunque esterni rispetto al fodero stesso. Nessuna parte di metallo è mai posta a contatto con il metallo della lama, proprio per evitare l’effetto-mola che rovinerebbe la lama. Inoltre, il metallo è soggetto a dilatazione a seconda della temperatura. Se poniamo due metalli a contatto e la temperatura si alza otteniamo una spada incastrata. Lei incastrata, tu morto. Il fodero quindi era fatto di materiali resistenti ma flessibili. La sommità generalmente presentava un sistema di blocco della spada per evitare che essa scivolasse fuori inavvertitamente. In genere era previsto un qualche tipo di laccio, ma si vedono anche raffinatissimi “collari” di velluto o altro materiale che presentano una certa resistenza, ma non tale da impedire un’estrazione veloce. Se osservate il forchettone che mi tengo in casa vedrete di quale ingegnoso sistema di bloccaggio e sbloccaggio rapido disponga. L’esterno della custodia poteva essere ornato in mille modi e con mille materiali, ma questo articolo si concentra sull’aspetto funzionale e non su quello estetico, per trattare il quale in maniera esauriente non basterebbe un’enciclopedia. L’interno poteva essere nudo oppure rivestito di materiali morbidi isolanti: tessuto, pelle, pelliccia, velluto, a seconda anche qui delle epoche. Talvolta era rivestito di pelliccia con il pelo orientato verso la punta della spada, in modo da opporre resistenza alla fuoriuscita accidentale senza necessità di usare lacci.

Generalmente la lama era ingrassata o lubrificata in qualche modo, sempre con funzioni di protezione. In alcuni casi il fodero assolveva anche a questa funzione, contenendo lubrificante che si spalmava automaticamente sulla lama ogni volta che questa era rinfoderata.

E’ quindi comprensibile come in nessuna epoca e in nessun luogo il rumore di estrazione della spada sia mai stato TCHINNGG. Quindi, rumoristi di Hollywood, per favore, smettete di fare TCHINNGG. E già che ci siete, smettete di fare TCHINNGG ogni volta che qualcuno raccoglie un oggetto di metallo da terra. Nemmeno in quel caso il metallo fa TCHINNGG. E se qualcuno decide di raccogliere l’Unico Anello da un pavimento di cotto, beh, udite udite: nemmeno in quel caso l’anello fa TCHINNGG. Aderite alla campagna per un mondo de-TCHINNGGhizzato. Per un futuro migliore.

Keep gaming.

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