Secondo Wikipedia,

“sandbox” è il termine inglese con cui si indica il recinto della sabbia destinato ai giochi dei bambini (sabbionaia o sabbiera). (…) In ambito videoludico con il termine sandbox si indica un tipo di gioco che mette a disposizione dei giocatori numerosi strumenti e possibilità, senza imporre un particolare obiettivo da raggiungere, ma lasciandolo inventare al giocatore.

Una famosa regione del mondo di Greyhawk

Una famosa regione del mondo di Greyhawk

In realtà questa definizione si applica anche ad un certo modo di giocare di ruolo con carta e penna, o meglio ad un certo modo di preparare il gioco da parte del Master. Normalmente il Master sottopone ai giocatori di volta in volta una storia più o meno preconfezionata, fatta di una serie di agganci, un’introduzione, uno svolgimento e una fine, e dominata dalla ricerca del perseguimento di un obbiettivo. Può trattarsi della ricerca di un artefatto, della missione per liberare un prigioniero, di un generico “dungeon crawl”, di un’esplorazione di un luogo, ma lo schema “esca – avventura – conseguimento obbiettivo – ricompensa” è sempre lo stesso. Questo modo di creare avventure è attualmente quello più in voga in giochi come D&D, soprattutto perché consente di prevedere con un ragionevole margine di certezza le mosse che i giocatori decideranno di compiere, o comunque limita molto le loro scelte. In un gioco tradizionale, se i giocatori si intestardiscono nell’ignorare (consapevolmente o no) gli agganci che il Master propone loro, le scelte sono due: o la sessione finisce lì, oppure il Master adotta uno sporco trucco appartenente alla famiglia del railroading per mettere i personaggi nei guai anche se non ci sono riusciti da soli.

Nel gioco sandbox invece la prospettiva è ribaltata. Sono i giocatori che devono essere proattivi, cioè devono influenzare il mondo di gioco in modo da crearsi i propri obbiettivi ed eventualmente conseguirli. I giocatori sono liberi, in maniera totale e – all’inizio – forse anche spiazzante. Se i giocatori non si pongono degli obbiettivi, non succede nulla. Il gioco ristagna, non casca loro addosso un’avventura. In sostanza, nel gioco sandbox il Master sottopone ai giocatori una situazione, un’ambientazione complessa, fatta di luoghi interessanti, personaggi non giocanti degni di nota e trame che si intrecciano e si influenzano a vicenda, sviluppandosi indipendentemente dall’intervento dei personaggi. Se i personaggi si agganciano a una o più di queste trame, avranno la possibilità di influenzare a loro volta il mondo di gioco, altrimenti gli eventi seguiranno il loro corso naturale fino alle estreme conseguenze.

Elemento essenziale del gioco sandbox è la completezza dell’ambientazione. Il Master si deve sobbarcare una mole di lavoro preliminare molto più elevata rispetto a un’avventura “one shot” o a una campagna “pilotata”, dato che non sa in anticipo cosa i personaggi decideranno di fare. Per questo motivo le ambientazioni sandbox sono geograficamente piuttosto ristrette. Generalmente si limitano ad un villaggio e alle sue immediate vicinanze, o a una città oppure a un singolo, esteso dungeon. Eventualmente, se i personaggi decidono di viaggiare oltre i confini della regione dettagliata in precedenza dal Master, egli si preparerà un’estensione dell’ambientazione da attaccare alla prima, generando così un mondo in stile “dal basso all’alto”, cioè un mondo creato un pezzo alla volta man mano che se ne presenta la necessità.

Inoltre il Master deve essere abile a improvvisare, perché è impensabile che egli riesca a prevedere tutte le possibili scelte che faranno i giocatori e a prepararsi di conseguenza. Talvolta si troverà ad improvvisare intere sessioni di gioco, con solo alcuni appunti e pochi personaggi di contorno a cui dare vita.

Anche i giocatori devono essere “bravi” giocatori, e non semplici spettatori passivi che occasionalmente tirano i dadi. I giocatori devono vivere il proprio personaggio in modo attivo, propositivo, concordando strategie e decidendo autonomamente il proprio destino. Devono sapere quando è il caso di battere in ritirata: se il Master ha creato una tana di un drago rosso a 10 km a nord del villaggio e i personaggi vanno proprio lì, non è detto che troveranno una sfida bilanciata, tarata perfettamente sulle loro capacità. Nessuno li ha trascinati in quella direzione, ci sono andati per scelta (o per sfortuna).

Il gioco sandbox ha nobili origini: le avventure più belle mai scritte per D&D sono state create da Gygax e soci usando un sistema sandbox. Si pensi al mega-dungeon del Tempio del Male Elementale, con il villaggio di Hommlet e i suoi dintorni. Poco più di una manciata di chilometri quadrati per una campagna che potenzialmente può durare dieci anni di gioco intensivo. Personaggi non giocanti vivi, vibranti, ciascuno con la propria storia e con trame e segreti che si nascondono nell’ombra: ogni livello di comprensione svela nuove complessità e nuove potenziali avventure.

Personalmente considero l’ambientazione di tipo sandbox come il modo di giocare per eccellenza, un vero e proprio punto di arrivo per il Master che vuole essere fiero del suo ruolo. Non finirò mai di tessere le lodi di questo modo di intendere il gioco e di creare le avventure, soprattutto perché in realtà sono i giocatori che creano le avventure, il Master si limita a generare spunti e situazioni, luoghi e personaggi, cosa che ritengo essere la parte più divertente dell’essere Master. Non c’è  nulla di più soddisfacente per il Master del vedere che dalle azioni dei personaggi nascono spontaneamente nuove trame, e non c’è nulla di più entusiasmante per i giocatori del constatare che in un mondo vivo e vasto, che va avanti anche senza i loro personaggi, “qualcosa” è cambiato proprio in conseguenza delle scelte da loro compiute.

Una validissima risorsa per chi voglia accostarsi a questa forma di “world-building” è il blog “Bat in the attic”, quasi completamente incentrato sulla creazione di ambientazioni sandbox. In particolare consiglio vivamente la lettura della serie di articoli “How to make a fantasy sandbox”, vera e propria miniera d’0ro per i Master sandboxari alle prime armi.

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