Chiacchierando d’altro su un altro blog, incidentalmente mi sono posto il problema se D&D contenga la cosiddetta “regola zero”. Da lì ho cominciato a pormi delle domande e a darmi delle risposte.

Domanda n. 1: cos’è la “Regola zero”?

A questa domanda risponde in maniera eccellente un post di Moreno Roncucci su Gentechegioca. Se non avete voglia di leggerlo tutto, anche perché il tono è molto polemico e fa un sacco di riferimenti difficili da capire per chi non mastica teoria, vi fornisco la definizione nuda e cruda:

[per regola zero] Si intende il dare ad uno SPECIFICO GIOCATORE (il GM) il potere di poter cambiare, ignorare o aggiungere qualunque regola al volo senza dirlo a nessuno, anche in maniera diversa volta per volta  in maniera totalmente arbitraria, e di poter fare lo stesso anche con i risultati del sistema di risoluzione (il classico “ignorare il risultato dei tiri dei dadi”)

Mi sono già occupato di un aspetto particolare della regola zero laddove trattavo maluccio i Master che barano ai dadi, e da anni ormai i miei tiri di dado sono fatti in chiaro (con grande gioia dei miei giocatori, che vedono la morte dei loro personaggi prima ancora che io gliela racconti cercando di indorare la pillola).

Domanda n. 2: si può creare un sistema senza regola zero?

Claro que si, hombre! Il mondo è pieno di giochi bellissimi totalmente privi di regola zero. Contrariamente a quanto credono gli ingenui, è possibile, e anzi è assai divertente giocare senza la regola zero.
Domanda n. 3: D&D 3.5 contiene la regola zero?

A questa domanda è più difficile rispondere. Un passaggio della Guida del Dungeon Master però è molto significativo a riguardo.

Possono accadere cose terribili nel gioco solo perché i dadi vanno di traverso. Tutto procede per il meglio, quando all’improvviso i giocatori fanno una serie di tiri sfortunati. Un round più tardi, metà della compagnia è fuori combattimento e l’altra metà è quasi certamente sopraffatta dai nemici rimasti. Se tutti i personaggi muoiono, la campagna è bella che finita, il che non è piacevole per nessuno. Cosa si fa a quel punto? Stare a guardare mentre tutti finiscono massacrati, o «imbrogliare» e far scappare via gli avversari, oppure alterare il risultato dei dadi cosicché i PG alla fine vincano miracolosamente? In realtà due sono gli elementi da considerare. Imbrogliare? La risposta è che il DM in realtà non può imbrogliare. E’ l’arbitro, la sua parola è legge. E quindi, è nei suoi diritti dirigere le cose in un modo o in un altro per far felici tutti oppure per far proseguire il gioco senza intoppi. Non c’è nessun divertimento quando un personaggio esperto viene investito da un carro. In linea di principio un personaggio non dovrebbe morire in un modo banale a causa di un lancio sfortunato dei dadi, a meno che in quel momento non stia facendo qualcosa di veramente stupido.Comunque non c’è giustizia nè divertimento a meno che il DM e i giocatori non obbediscano alle stesse regole. a volte i PG sono fortunati e uccidono un PNG che il DM prevedeva di far restare a lungo sulla scena. Allo stesso modo può accadere che le cose di mettano male per i PG, e siano perseguitati dai disastri. Sia il DM che i giocatori devono accettare tanto il bene quanto il male. Questo è un modo di giocare perfettamente accettabile, e se esiste un metodo standard di fare il DM, eccolo qua.

In sostanza questo passaggio sembra autorizzare il Master a ignorare i tiri di dado ogni qual volta le cose si stiano mettendo male per i personaggi unicamente a causa del dado, e non quando i giocatori si sono comportati in maniera manifestamente stupida (in tal caso, ovviamente, devono veder morire i loro personaggi in modo truculento ed umiliante).

Ho i miei dubbi se questo equivalga ad introdurre la famigerata “regola zero”. E’ vero che consentire al Maste

r di barare ai dadi “per il bene della storia” costituisce un aspetto importante della regola zero, ma è vero anche che la definizione di regola zero è molto più vasta. Può il Master cambiare al volo le regole senza dare spiegazioni a nessuno? Dalla lettura del regolamento non sembra possibile. Viene anzi raccomandato che ogni qual volta il Master si veda costretto ad inventare una regola per risolvere una situazione non prevista dal regolamento, la debba annotare e comunicare agli altri giocatori, per poterla applicare uguale anche in seguito. Quindi, il Master è anche un creatore di regole, ma poi deve rimanere vincolato alle regole che crea. Formalmente, ciò non costituirebbe una “regola zero”. Tuttavia, questa libertà si traduce di fatto in un totale arbitrio del Master (almeno potenzialmente). Chi garantisce che una situazione identica sarà trattata in modo identico? Nessuno, dato che il Master può tacere ai giocatori una serie di dettagli importanti che li renderebbero edotti del fatto che le due situazioni sono identiche. Chi decide quando una situazione non è prevista dalle regole? Il Master, dato che solo lui conosce i dettagli della situazione. Certo, i giocatori possono questionare una decisione del Master, ma da regolamento l’ultima parola sulle regole spetta a lui. Il quale a sua volta può sempre trincerarsi dietro a qualche dettaglio segreto che sarà rivelato (forse) più avanti e che cambia totalmente la situazione. Mi pare che qui il cerchio si chiuda. Al Master viene dato un potere assoluto e, nonostante ciò sia accompagnato dalla raccomandazione di non abusarne, direi che in sostanza questo potere corrisponde alla presenza nel regolamento della “regola zero”. Introdotta in maniera obliqua, larvata, quasi clandestina, ma ben presente e operativa. E talmente compenetrata nel sistema da risultarne quasi inscindibile. Il che mi porta alla prossima domanda.

Domanda n. 4: è possibile giocare a D&D 3.5 epurandolo dalla regola zero?

Questo ranger elfo si chiama Lomudal ed è la prova che se il dado non gira D&D fa male al morale. Chiedete dettagli a Mescal.

Copyright Enrico Penaglia 2011. Questo ranger elfo si chiama Lomudal ed è la prova che se il dado non gira, D&D è un gioco crudele. Chiedete dettagli a Mescal.

Se per regola zero si intende solo il barare ai dadi, sì. Basta tirare i dadi senza lo schermo. Ma la definizione di regola zero, come abbiamo visto, è più ampia. Per togliere la regola zero dal sistema il Master dovrebbe spogliarsi di tutta una serie di poteri che quasi tutti i giocatori di D&D danno per scontati e non sono certo di essere in grado di farlo. Ecco alcuni appunti che mi sono fatto per la prossima campagna D&D in cui cercherò di togliere il più possibile i margini di arbitrio della regola zero. Chiunque voglia aggiungere o modificare l’elenco, commenti liberamente.

1) Dadi in chiaro, come già detto. Nessuna modifica “occulta” (del tipo: “Ho fatto 18, ma il mostro non ti prende perché ha male a un piede, mi ero dimenticato di dirlo ma ha un -10 al tiro per colpire”).

2) Dungeons 80%, libertà 20%. E’ un gioco di dungeons, esistono per un motivo, quindi restiamo sul bersaglio.

3) Nessuna pretesa di creare una Storia con la esse maiuscola, quello che viene fuori potrà essere raccontato e razionalizzato in un secondo momento, ma se parto senza voler raccontare una storia non sarò tentato di pilotare gli eventi e non cadrò in tentazione.

4) Accettare il fatto che i personaggi possono morire per motivi futili, anche se sono avventurieri. La regola zero domina ogni volta che il Master (e i giocatori) non accettano questa semplice verità.

5) Massima libertà di decisione ai giocatori. Nessun suggerimento, nessun cartello luminoso con la scritta “guai” o con la scritta “tesoro”. L’improvvisazione, quella vera, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, è nemica della regola zero. Si odiano. Se c’è una, l’altra agonizza e viceversa. Se si incontrano, non si salutano e poi si spettegolano dietro le spalle.

6) Regole. Spesso il Master usa la regola zero per pigrizia, perché non si ricorda bene una regola (“com’era la storia dell’interazione tra abilità? C’era una tabella… oh al diavolo, gli faccio tirare un dado con CD 12, anzi facciamo 14”). Altre volte usa la regola zero a fin di bene, per non ammorbare i giocatori con pause eterne alla ricerca della regola giusta. C’è un’unica soluzione: STUDIATI LE REGOLE, CULONE! Il che è precisamente quello che sto facendo.

7) (so che questo non piacerà a molti) Niente background per i personaggi. Hai una storia meravigliosa sul passato del tuo personaggio? TIENILA PER TE. Se mi coinvolgi troppo, finirà per piacermi al punto da volerlo salvare a tutti i costi. Questo significa tentazioni, e io voglio fare l’arbitro, almeno per questa volta. Se il dado non gira, sei morto. Se fai una cosa stupida, sei morto. Se fai una cosa intelligente, ma non ti coordini col gruppo, con tutta probabilità sei morto.

8) Nel dubbio, tira un dado. Pari è sì, dispari è no. In questa città c’è un fiorista? Pari sì, dispari no. C’è un avventore nuovo alla taverna? Pari sì, dispari no. Oggi piove? Pari sì, dispari no. Questo c’entra con la regola zero nel senso che se il Master determina casualmente il maggior numero possibile di elementi dello scenario, ha la mente libera per fare altro, inoltre non impone nulla della sua visione personale ai giocatori. Ovvio, la cosa va usata con buon senso. C’è un maniscalco nel villaggio? SI’, accidenti, i cavalli sono l’unico mezzo di trasporto, se rispondi di no dici una stupidaggine!

9) (anche questa piacerà a pochi) Griglia, miniature e rigore nei combattimenti. Nelle regole base non c’è il colpo mirato, quindi “mi abbasso schivando il suo colpo e cerco di colpirlo alla caviglia della gamba avanzata, mentre ruoto per fronteggiare l’avversario che mi viene incontro da dietro ed estraggo una pozione da lanciare al mio compagno ferito” è un altro gioco, non D&D. Nelle regole base c’è la linea di visuale ed è molto ben spiegata, quindi “è dietro l’angolo ma è ingombrante non è che magari spunta fuori un arto qualsiasi guarda la miniatura ha un braccio esteso almeno quello lo posso colpire dài fammi provare anche solo con un malus di -4” è un altro gioco, non D&D. Se non sottoponete situazioni bislacche al Master egli vi ricompenserà non inventando regole bislacche per risolverle.

Altri suggerimenti?

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