Ieri sera ci siamo cimentati nel gioco “Le Case della Follia”. Non è la prima volta che giochiamo, sarà la quinta partita o giù di lì. Il gioco è molto d’atmosfera (più di Arkham Horror, secondo me) e lo trovo divertente. Non lo conosco abbastanza bene per farne una recensione, probabilmente ne scriverò una dopo averlo provato ancora un po’. Fino ad ora il buon Mescal (proprietario del gioco) ha svolto il ruolo del Keeper, il Custode, l’unico giocatore che gioca contro gli altri, i quali invece interpretano gli sventurati investigatori, che come da copione finiscono triturati, masticati, schiacciati, fisicamente e mentalmente sfregiati da pazzi, maniaci, cultisti, shoggoth, ctoniani, streghe, byakee e da tutto il repertorio di orrori imbastito dal Solitario di Providence. Se non sapete chi è il Solitario di Providence, vergognatevi e andate subito qui a farvi una cultura.

Il mio problema con Lovecraft è che lo adoro. Qualsiasi cosa ambientata nel mondo immaginato da questo pazzo vero è a me gradita. Quando si tratta di Lovecraft la mia obbiettività va a farsi benedire. Volete una recensione obbiettiva di Arkham Horror? Bussate a un’altra porta. Il gioco di ruolo di Chaosium? Un sogno. La sua recente incarnazione in salsa Gumshoe? Geniale, ovvio. I racconti originali di Lovecraft? Tutti bellissimi.

Il fatto che fosse un misantropo, disturbato, razzista e sostanzialmente ignorante di tutto ciò che non era anglosassone non mi disturba affatto. Lui ha visto, o per lo meno ha intuito la vera natura dell’orrore e ce l’ha comunicata con la sua arte.

Detto questo, il gioco com’è? A parte l’ambientazione (che adoro, naturalmente), l’impressione è che sia davvero troppo difficile per i giocatori che interpretano gli investigatori. Non riesco ancora a capire se ciò sia dovuto ad uno sbilanciamento delle regole o alla machiavellica abilità di Mescal in questo tipo di giochi. Quando avrò provato a giocarlo con un altro Custode mi farò un’idea più precisa. Intanto inserisco nel sito una pagina dedicata, per ospitare le FAQ del gioco e forse – in futuro – qualche regola della casa.

Vi ho già detto che adoro Lovecraft?

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