Questa, per quanto fichissima, NON è una spada medievale.

I film fantasy e certe fiere di paese in cui si svolgono rievocazioni storiche ci hanno assuefatto ad un’immagine della spada medievale molto distante dalla realtà. La spada medievale viene considerata un pezzo di ferro rozzo, se paragonato ad armi più blasonate, come la katana giapponese, vero e proprio oggetto di venerazione da parte degli appassionati (una venerazione spesso mal riposta, ma questo sarà argomento di un autonomo post). Si pensa che la spada medievale fosse pesante e goffa, equivoco alimentato soprattutto dalla pessima qualità delle riproduzioni moderne, e che il combattimento con essa fosse più un fatto di forza bruta che di tecnica. Tutte queste nozioni si rivelano, alla realtà dei fatti, miti da sfatare. Oggi vi faccio un riassunto delle nozioni generali sulla spada che sono riuscito a raccogliere e nei prossimi post approfondirò alcuni degli aspetti più interessanti.

Le spade “vere”, quelle progettate e costruite per prevalere sul campo di battaglia, erano di fattura tendenzialmente uniforme in Europa occidentale fino a metà del Trecento. Innanzitutto non erano bellissime a vedersi: molto spartane, anche se non prive di una loro eleganza, avevano una lama a doppio filo lunga in media da 90 a 120 cm, una guardia a croce molto semplice e un pomello di varie forme e dimensioni, a seconda della lama a cui faceva da bilanciamento. A proposito di bilanciamento: il baricentro ricadeva sulla lama all’incirca a 10 cm dalla guardia, a differenza delle riproduzioni moderne, che hanno un bilanciamento molto spesso sbagliato. Il peso oscillava tra il chilo e mezzo e il chilo e otto: molto meno di quanto si potrebbe sospettare! Tutto sommato non era necessaria una gran forza per maneggiarla. Ovviamente alla lunga anche un peso così contenuto stanca anche il braccio più forte, specialmente se si considera il fatto che gli attacchi, per superare le protezioni avversarie, dovevano essere portati con una certa energia. Il filo era generalmente molto ben fatto e resistente: la spada medievale tagliava eccome, altro che fendenti menati a caso quasi fosse “una mazza con il filo”! La spada lunga era progettata per infliggere ferite profonde, trancianti e amputanti, non per “affettare” (specialità quest’ultima della spada giapponese). Inoltre la punta rastremata, in uso ormai ovunque a metà del 1300, consentiva una notevole penetrazione negli affondi, anche in presenza di buone protezioni, quali l’usbergo. La lama era flessibile verso la punta: era in grado di piegarsi per un’escursione di circa 30 cm dalla posizione di riposo. L’acciaio era di qualità variabile, a seconda della bravura del fabbro e del materiale a disposizione, ma era certamente meglio di quanto siamo abituati a pensare, come hanno dimostrato le perizie metallografiche sui reperti autentici.

L‘impugnatura era di lunghezza variabile. Normalmente le lame erano prodotte in serie e poi esportate in regioni limitrofe, ed erano dotate di prolungamenti per l’impugnatura molto lunghi. Sul posto veniva poi aggiunta l’elsa e l’impugnatura, eventualmente tagliando via il metallo in eccesso. Un fatto che non tutti sanno è che il concetto di spada bastarda o spada a una mano e mezza rimase sconosciuto per buona parte del medioevo, emergendo solo nel tardo secolo XVI. Prima di allora, la spada era fatta per essere maneggiata comodamente con una mano sola, tuttavia era possibile impugnarla anche con due mani. La lunghezza dell’impugnatura era più un fatto di gusti personali o regionali. In caso di impugnatura corta, si afferrava il pomello con funzione stabilizzatrice della traiettoria del colpo, mentre, se l’impugnatura lo consentiva, si afferrava la medesima o parte di essa. In un certo senso, tutte le spade erano bastarde ma nessuno, potendo scegliere, avrebbe fatto a meno di uno scudo per poter impugnare la spada con due mani. Si tenga presente che le armature, fino al XV secolo, erano tali da non richiedere colpi sferrati con due mani (come invece avverrà con l’introduzione delle armature di piastre complete, contro le quali la spada lunga era pressoché inutile).

La prossima volta posterò alcuni video interessanti sulla spada medievale, o meglio sulle riproduzioni moderne, che fanno riflettere.

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