Il perfezionismo è quella brutta bestia che ti impedisce di dichiararti soddisfatto fino a quando quello che stai facendo non è perfetto ai tuoi occhi. Peccato che la perfezione non esista, e che tu, come chiunque, lo sappia perfettamente. La conseguenza è che il perfezionista continua a rifare e a perfezionare e a rivedere e a completare, ma non finisce mai. Il punto è proprio questo: in realtà il perfezionista ha paura di confrontarsi con la realtà, per cui prende la scusa di “non essere pronto” per procrastinare il confronto. So quel che dico, sono un perfezionista anch’io.

Che ci crediate o no, l'unica cosa che avevo in quest'avventura era l'illustrazione. Non se ne accorse nessuno. Don't try this at home, kids.

Però mi curo, o almeno ci provo. Una delle medicine principali è fare il Master rinunciando a preparare ogni singolo dettaglio di un’avventura. Per un perfezionista verace questa è più simile ad una terapia d’urto che ad una rieducazione, ma vi posso dire per esperienza che funziona. Quando anni fa decidemmo di imbarcarci in quest’avventura dei giochi di ruolo, nessuno di noi aveva mai giocato. Tutto era nuovo e l’unica cosa certa era che la mole delle regole e della preparazione ricadevano sul Master. Presi le regole e le lessi da cima a fondo. Subito mi risultò chiaro che non avrei potuto impararle veramente bene, se non giocando. Quindi mi feci forza e preparai la mia prima avventura (ero così ingenuo da non sapere che esistevano anche avventure pubblicate, e forse quello fu un bene). Mi venne un’idea per un’avventura, ma istintivamente mi rendevo conto che avrei dovuto svilupparla su più incontri di gioco. A quel punto il perfezionista in me cominciò a farsi sentire: “Vorrà dire che preparerai l’avventura in tutti i dettagli e poi giocherai”, “è la prima volta, tutti conosceranno il gioco grazie a questa serata, non puoi essere approssimativo”. L’ansia montava: dovevo fare ancora tutto! Le cose da fare si affastellavano nella mia mente mentre il perfezionista insisteva: “Rimanda la serata, non sei preparato! Quando sarà tutto perfetto giocherai!”. A quel punto avvenne la svolta epocale, una decisione eroica che fino a poco tempo prima mi sarebbe sembrata inconcepibile: mi presentai profondamente, irrimediabilmente e spudoratamente impreparato – almeno secondo il mio punto di vista.

Tutto andò a meraviglia. Dovetti improvvisare in un paio di punti, ma nessuno se ne accorse. Forse perché erano tutti alle prime armi come me, forse perché non ero così sprovveduto come il perfezionista interiore aveva cercato di farmi credere, la serata fu talmente un successo che oggi, a molti anni di distanza, giochiamo ancora con la stessa verve di allora.
Ancora oggi vengo periodicamente assalito dalla mania di perfezionismo. Inizia subdola, quasi impercettibile, sotto forma di un innocuo desiderio di “rifinire meglio la campagna” e, se non la blocco sul nascere, prende il sopravvento. A quel punto finisco in una spirale negativa che mi induce a rimandare all’infinito la prossima sessione e a rigirarmi per la testa tutti i dettagli della campagna, fino a che trovo talmente tanti difetti da voler scartare tutto e ricominciare da capo. C’è una regola generale che mi ripeto quando sento strisciare dentro di me questo tipo di ansia:

Se non ti senti abbastanza pronto, è ora di giocare.

 

Un trucco da usare solo quando si è disperati, ma che funziona sempre, è di fissare già la data della prossima sessione di gioco. Contattate gli amici, decidete il posto e la data, possibilmente che sia entro una settimana. Poi rispettate la data fissata ad ogni costo, anche se ciò comporta un’abbondante dose di violenza verso sè stessi. Rimarrete sorpresi dai risultati, probabilmente sarà una delle migliori sessioni di gioco di sempre. Se non funziona, scrivetemi per insultarmi. Ma tanto funziona.

Intendiamoci, non sto consigliando di gettare alle ortiche la preparazione, che rimane un passaggio fondamentale di un gioco ben riuscito. Dico solo che è molto più produttivo concentrarsi sulla capacità di improvvisazione e lavorare sulla propria elasticità mentale, piuttosto che cercare invano di predeterminare ogni aspetto dell’avventura. Credete in voi stessi, i vostri giocatori non sanno quali siano i vostri limiti, anche se voi ne siete anche troppo consapevoli. Inoltre i giocatori apprezzano la sicurezza piuttosto che la preparazione puntigliosa. A cosa serve scrivere pagine di statistiche e dettagli se poi durante il gioco bloccate tutto per scartabellare ansiosamente nei vostri appunti alla ricerca del dettaglio perduto? Molto più efficace è un Master che sa a grandi linee dove vuole arrivare e riesce a buttare lì con noncuranza dei dettagli improvvisati al momento: non rallenta il gioco, dà l’impressione di avere la situazione in pugno e non di essere un timido nerd impaurito, bensì uno spavaldo nerd sicuro di sè. Il perfezionismo è una forma di paura, e la paura conduce al Lato Oscuro.

Keep gaming,

Pennymaster

Annunci

9 pensieri su “Vita da Master – Il perfezionismo

  1. Haìme purtroppo non è un mio problema, io purtroppo sono troppo impreciso. Però mi piacerebbe vedere il frutto del lavoro di due persone………

  2. Dillo a “qualcuno”, che ha costruito un sistema completo e non ce lo fa provare! Mescal78 è un altro che avrebbe bisogno di una terapia d’urto contro l’ansia da prestazione! VOGLIAMO PROJECT ATLANTIS ADESSO!
    Per quanto riguarda il modesto contributo del sottoscritto, sappiate che siamo a buon punto: seguite il pogetto Dungeon Hack nella pagina dedicata perché è tutto in fermento!

    1. Fatti sotto quando vuoi io sono pronto!!!! Siete voi che siete sempre impegnati!!!! Project Atlantis è pronto l’avventura è a posto! Adesso organizzo come dici tu nell’articolo e chi c’è c’è!!!!

      Devo dire che mi sembra che questo articolo mi colpisca in prima persona! Ma sai è più forte di me il perfezionismo che mi assale! Ma non temo il confronto! Devo dire che tutte le volte che ho cercato di calcolare ogni piega che poteva prendere il gioco mi sono scontrato con la dura realtà dell’imprevedibilità dei giocatori. Mi sono effettivamente reso conto che se nella migliore delle ipotesi i giocatori prendono la strada giusta senza andare troppo per frasche, ti trovi a tralasciare circa il 50% dei dettagli che avevi preparato per stare dietro all’azione frenetica che i giocatori stanno intraprendendo!

    2. “Il sistema Dungeon Hack è pronto e sarà pubblicato entro l’8/12/2011.”

      così tanto? non si pul avere un prerelease ?? :):) anche per mail 😉

  3. cmq volendo aggiungere, non sempre è solo ansia da prestazione (ok anche quella)

    ma è anche il desiderio di fornire un “prodotto/spettacolo” che si degno di un prodotto/spettacolo “professionale”

    personalmente curo moltissimo l’ambientazione, inserisco dettagli che poi ritorneranno ovunque, scrivo molti allegati, e se sapessi disegnare farei anche tonnellate di disegni 🙂

    insomma , alla fine un master perfezionista è solo da apprezzare come giocatori, e se poi si inchioda , voi ogni tanto rassicuratelo e dategli qualche pacca sulla spalla che poi prende coraggio ed esce dalla tana 🙂

    1. Io sono del parere che un’avventura ben preparata, con mappe ben disegnate e numerose illustrazioni sia sicuramente avvincente per i giocatori e soddisfacente per il master, ci sono però delle problematiche che spesso non sono facilmente superabili, innanzitutto la capacità di illustrare e disegnare (che il buon Pennymaster fortunatamente ha da vendere) e poi il tempo a disposizione per poter preparare un’avventura.

      Quando la Gilda ha iniziato, più di dieci anni fa, era composta da persone che, tutto sommato, avevano gran tempo a disposizione, lavoro, qualche morosa (poche per la verità) e quindi la possibilità di dedicare molto tempo libero alla preparazione di avventure e personaggi ultra dettagliati.

      Erano però dieci anni fa, adesso il più giovane supera i trent’anni, ci sono le mogli e, per qualcuno i figli e quindi moltissimo tempo in meno a disposizione, di conseguenza, per poter continuare, occorre adattarsi ad avventure che lasciano più spazio all’improvvisazione ed all’utilizzo di personaggi che raramente hanno un background definito.

      Da ciò e dalla voglia di sperimentazione di Penny e Mescal è nato Dungeon Hack, che nelle fase sperimentale ha entusiasmato non poco, soprattutto per la semplicità del sistema e per la mancanza di quel dettaglio esasperato presente in Dnd, in sostanza un sistema di gioco adatto a quarantenni che tra un biberon e un pannolino riescono a trovarsi una volta al mese per passare qualche ora spensierata.

      KG

  4. posso fare una richiesta ?

    ho recuperato il manuale del nuovo mondo di tenebra, me lo sto leggendo, ho visto che voi giocate da tempo a vampiri, potreste scrivere un articolo di introduzione che spiega i punti salienti , i pro e i contro di questo gioco?

    inoltre sapete se esistono già delle avventure prefatte tanto per iniziare?

    1. Ciao Ghostdog, che io sappia non esistono avventure ufficiali di Vampiri, tranne quelle liberamente scaricabili dal sito di White Wolf. L’avventura di introduzione è bella e mostra come deve essere preparata una campagna di Vampiri. Per il resto, non abbiamo mai nemmeno cercato avventure pubblicate, per cui potrebbero essercene a mia insaputa.
      Mondo di Tenebra invece ha un manuale, “Mysterious places”, (non so se sia stato tradotto in italiano) che propone la descrizione di luoghi e situazioni misteriose su cui ricamare un’avventura personalizzata. E’ veramente ben fatto, dopo averne letto qualche riga la mia testa era un vulcano di idee!
      Personalmente ritengo che MdT sia un sistema bellissimo, e Vampiri non è da meno, ma è una questione di gusti personali.
      Pro: sistema non invadente, incoraggia alla narrazione, il dado non è crudele come in D&D, l’ambientazione è fantastica
      Contro: la tentazione potrebbe essere quella di mettere troppa carne al fuoco, con linee di sangue, cabale, società segrete ed eccessiva dietrologia per spiegare i giochi di potere dei vampiri tra loro. Il consiglio se giochi a Vampiri è di porti un sacco di limiti (Es.: solo due linee di sangue, città iniziale piccola e sconosciuta, pochi antagonisti, poche sottotrame) e da lì seguire la direzione scelta dai giocatori.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...