Io, questa mattina in bagno

La sessione di mercoledì è miseramente fallita: una defezione a causa del lavoro (Beppe), un mal di testa (Carlo) e un malinteso sulla serata (senza dubbio dovuto agli stravizi non adatti alla sua età – Cimi) hanno decretato la cancellazione della sessione. Ci siamo salvati lo stesso grazie ad un giochino di carte simpatico chiamato “il Califfo” di cui presto comparirà una recensione su questo sito. A causa di questo piccolo incidente di percorso – non me ne vogliate – sono stato preso dalla mia consueta e nefasta tendenza ad iper-analizzare le situazioni e ne sono uscito in preda all’insicurezza e allo sconforto. Ora, se avete di meglio da fare è il momento di farlo, perché quelle che seguono sono seghe mentali.

WARNING: MENTAL MASTURBATION AHEAD!

Il fatto è che il master – anche quando è più sano di mente di me – sente su di sé il peso dell’intero gioco. Quando va tutto bene, si diverte dieci volte tanto rispetto ai giocatori. Quando qualcosa va male nella campagna, è come se un figlio si fosse ammalato. Non riesci a darti pace, continui a rigirarti per la testa le cose e a cercare soluzioni a problemi che vedi solo tu. Per questo chiedo a chiunque sia ancora in ascolto di essere indulgente con i miei deliri.

Questa campagna è nata come esperimento, per vedere se si riusciva a superare una serie di problemi che si erano palesati negli ultimi mesi.

Problema numero 1: praticamente nessuno a parte me conosce le regole del gioco. Per carità, è normale che il master debba conoscere meglio degli altri le regole, ma avere gente che dopo dieci anni ti chiede quale dado deve tirare per attaccare, un po’ di scazzo te lo dà. La verità è che nessuno si è mai preso la briga di leggere interamente il manuale del giocatore. Non mi dite che non c’è tempo, perché se si vuole il tempo si trova. Non c’è la volontà, neppure in quelli che io so essere ottimi giocatori “di ruolo”. Il fatto è che, secondo me, per il modo che abbiamo di giocare e le nostre finalità (divertirsi, stare insieme, godersi un viaggio di fantasia distraendosi dal quotidiano) un gioco pieno di regole e tattiche come D&D 3.5 per un verso è sprecato, per l’altro è una gabbia insopportabile. In oltre dieci anni di attività, avremo usato il dieci per cento delle regole. Le altre le abbiamo completamente ignorate. Semplicemente, per noi sono inutili.

Soluzione n. 1: campagna con personaggi di livello 1 per dare ai giocatori la possibilità di concentrarsi solo su poche cose. Temo che non basti: in realtà sono le meccaniche di base del D&D che non ci bastano più. Il gioco in sé per noi è troppo “vecchio”, troppo macchinoso. La campagna di livello basso non ci libera dalle meccaniche difettose, semplicemente le rende meno evidenti.

Soluzione n. 2: farci il nostro gioco su misura. Ci sto lavorando e spero che abbia successo. Intanto non posso fare a meno di notare che, nonostante tutte le regole del gioco siano contenute in un libretto microscopico di 28 pagine (!) c’è qualcuno che non le ha ancora lette (!!!). Io a queste persone dico: che cazzo di problema avete? Siete dislessici o volete salvare da soli l’Amazzonia dalla deforestazione? Epporcaputtana, le regole del Monopoli sono più lunghe! Il gioco di ruolo è un passatempo per NERD! Gente intelligente, con problemi comportamentali e molte difficoltà col sesso opposto, ma con un cervello COLLEGATO e FUNZIONANTE! Se non ci arrivate, chiamatevi fuori e passate il tempo a guardare l’Isola dei Famosi e il Grande Fratello! Per tutti coloro che invece hanno apprezzato l’iniziativa e mi hanno consigliato/criticato/incoraggiato, riservo la più grande gratitudine e stima. Vi amo forte e duro, fratelli!

Problema numero 2: il gruppo è diventato troppo grosso ed eterogeneo per essere gestito tutto insieme. Ognuno ha il suo stile e il suo approccio al gioco. In particolare, ci sono due approcci diversi che si mischiano in ciascuno di noi: gli “hobbisti” prendono il gioco di ruolo per quello che è e che deve essere: un hobby, una passione, qualcosa che dà tanto ma che pretende anche un po’ di impegno e dedizione. L’hobbista pensa al gioco di ruolo anche in momenti diversi dalla sessione di gioco. Si inventa il background del proprio personaggio, talvolta rievoca ricordi di esperienze di gioco come se fossero ricordi “veri”, si affeziona al personaggio e cerca di conoscere le regole abbastanza da farlo sopravvivere e progredire. Dall’altra parte ci sono gli “occasionali“: apprezzano l’esperienza, ma non la distinguono da una partita a risiko o a scopa d’asse. Per l’occasionale, il gioco di ruolo è un pretesto come un altro per stare insieme agli amici. Non è interessato allo sviluppo del personaggio, non perde tempo a studiare le regole del gioco e senza dubbio non pensa al gioco quando non sta giocando, anzi talvolta non pensa al gioco neppure mentre sta giocando. Questi due estremi convivono nella stessa persona in proporzioni diverse. Senza pretesa di scientificità, propongo le mie impressioni. Ditemi se corrispondono al vero o se le percentuali vanno ritoccate.

Bendo (80% hobbista, 20% occasionale), Brezza (20% hobbista, 80% occasionale), Beppe (85% hobbista, 15% occasionale), Cimi (100% occasionale), Carlo (70% hobbista, 30% occasionale), Mirko (95% hobbista, 5% occasionale), Perez (80% hobbista, 20% occasionale), Stefano (novizio, non classificabile), Penny (100% hobbista).

Si noti che non c’è nulla di male nell’essere più hobbista o più occasionale, semplicemente sono approcci diversi al gioco. Per un hobbista puro, un occasionale puro è una creatura strana (“ma come fa a voler ancora giocare se non gliene frega niente?”), e viceversa per un occasionale puro l’impegno che l’hobbista profonde nel gioco è semplicemente assurdo (“ma chi glielo fa fare di perdere tutto quel tempo per un gioco?”). Personalmente ritengo che la situazione migliore sia 80-20 a favore dell’hobbista: ci si gode il gioco ma senza farne una malattia.

Soluzione n. 1: campagna di basso livello così più o meno tutti si trovano a loro agio, sessioni “aperte”, chi c’è c’è, chi non c’è non si perde niente, vorrà dire che ci sarà la prossima volta. Non è così semplice: siamo troppo abituati a giocare tutti insieme, se manca qualcuno (vedi l’altra sera) passa la voglia di giocare. Inoltre la campagna di basso livello non trasforma un occasionale in un hobbista, anche se gli facilita la vita.

Soluzione n. 2: dividere il gruppo. Questa è una scelta obbligata sul breve periodo, perché per il test del nuovo sistema si deve essere inizialmente in pochi. Sul lungo periodo si vedrà.

Soluzione n. 3: individuare con certezza chi nasconde un’anima “occasionale”, stanarlo e rinchiuderlo in un campo di concentramento per occasionali, per rieducarlo a mazzate e privazioni. Ci saranno anche terapie di gruppo, del tipo: “Mi chiamo Etelredo e ho un problema… non conosco le regole. Non ho mai letto un manuale, neanche quello dell’aspirapolvere, infatti sono anni che cerco di cambiare il sacchetto aspirandone uno nuovo… (singhiozzo incontrollabile) mi vergogno tanto!!” TERAPISTA: “Tranquillo, Etelredo, qui nessuno ti giudica. Siamo tutti qui per aiutarci a vicenda, vero ragazzi?” GRUPPO: (mormorio di assenso) TERAPISTA: “Diamo il benvenuto ad Etelredo” GRUPPO: (in coro) “Ciao, Etelredo, benvenuto” ETELREDO (commosso): “Grazie, sniff…” CIMI: (reduce da un concerto degli Skifezz Putrefaction): “rrrronfff…. zzzz”

Per i più ostinati è previsto l’ascolto forzato di Beppe che con il suo vocione legge tutte le regole del Manuale del Giocatore per diciotto ore consecutive, seguite dalla recita del mantra: “il gioco di ruolo è la mia vita, non avrò altri hobby all’infuori di lui…”. Mi correggo: la lettura sarà effettuata da qualcun altro, dato che Beppe in quel momento si troverà con me e Mirko in un campo di concentramento per hobbisti…

Problema n. 3: il logorio della vita moderna.

Soluzione: bere Cynar.

Problema n. 4: io.

Sento di non avere più la capacità di interessarvi, di aver perso smalto. Forse è stato un errore fare una campagna “pubblicata”, non inventata interamente da me. Se non mi invento le situazioni, non riesco a sentirle mie, e probabilmente questo scazzo trapela anche verso i giocatori. In più, il tempo ridotto di preparazione delle avventure dovuto alla paternità mi impedisce di illustrare i momenti salienti come facevo prima. So (perché  me lo avete detto) che i disegni aiutavano ad entrare meglio nello spirito della storia, e senza dubbio sono meglio come disegnatore che come narratore. Sono convinto di quello che scrivo e non lo scrivo solo per farmi dire che non è vero: sono sinceramente dispiaciuto di non essere un Master migliore. D’altra parte, avendo visto come masterizzano altre persone estranee al nostro gruppo, so anche di non essere il peggio che ha da offrire la piazza.

Soluzione n. 1: cambiare master. Non nascondo che il nuovo gioco è nato anche per consentire un più agevole avvicendamento. Regole più semplici, che favoriscano la narrazione a scapito di inutili blocchi di statistiche, dovrebbero rendere più appetibile il duro lavoro del Master anche a coloro di voi che si sentono portati per questa sfida ma non hanno tempo e voglia di passare mezz’ora per delineare un personaggio non giocante che viene massacrato dal gruppo in un minuto. Personalmente, sono anche un po’ stanco di tirare da solo la carretta, e un po’ di tempo da giocatore mi farebbe bene per ricaricarmi e per imparare qualcosa di buono. Purtroppo i tentativi fatti finora sono andati a finire nel nulla, credo a causa della inutile complessità delle regole di D&D e non per mancanza di impegno da parte di chi ci ha provato.

Soluzione n. 2: sfruttare questo blog per confrontarci. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, sono estremamente aperto alle critiche costruttive. Dovete solo dirmi (o scrivermi) quello che vi è piaciuto e quello che vorreste cambiare. Non fatevi problemi a picchiare duro: se sono palloso, ditelo. Se una storia non vi entusiasma, ditelo. Tutto può diventare un’occasione per rendere il gioco più divertente e farò senz’altro tesoro delle critiche ricevute.

Se siete arrivati a leggere fino a qui, siete degli eroi e vi ringrazio. Anch’io ho i miei momenti down, e ho solo bisogno di un po’ di consigli: indicatemi la retta via e la seguirò. Mercoledì si è parlato del futuro della campagna, del D&D e di cosa fare adesso, ma gradirei davvero molto sapere da tutti quali sono le vostre preferenze e cosa sia meglio fare da adesso in poi. Continuiamo la campagna D&D (però basta avventure pubblicate)? La congeliamo e ci dedichiamo ad altro? Abbandoniamo il gdr e andiamo tutti a Locarno al night?

Come diceva quello di “vieni avanti cretino”: la vostra soddisfazione è il nostro maggior premio (seguono tic nervosi assortiti).

Pennymaster

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